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Nasce il progetto Italian Kingdom, intervista ad Antimo Farid Mire

Nasce il progetto Italian Kingdom, intervista ad Antimo Farid Mire

Abbiamo incontrato Antimo Farid Mire, co-fondatore di Italian Kingdom, per fare due chiacchiere sugli obiettivi di questo nuovo progetto editoriale e farci spiegare perché la fotografia è il giusto format per raccontare gli italiani a Londra. Ciao Antimo, ti conosciamo in merito a questo progetto, IK, potresti presentarti e dirci qual è il tuo ruolo? Ciao e grazie a VIVILONDRA.it dell'intervista! Io sono—insieme al mio socio, Stefano Broli—a capo di Phocus Collective, l'agenzia creativa che ha dato luce ad "Italian Kingdom". All'interno dell'agenzia mi occupo dei nostri servizi di design (principalmente branding e web design) e di vendite, ovvero trovare nuovi clienti ed opportunità, così come della gestione della nostra rete di collaboratori, che vanno dai project manager agli industrial designer. Gestire un'agenzia creativa in un mercato come quello di Londra richiede non solo saper lavorare nel proprio settore ma anche essere al posto giusto al momento giusto, così come mantenere un'immagine e uno standard professionale. Nell'ambito del progetto (di cui ho creato il logo, grazie anche al prezioso aiuto di Giulia Cavallini) mi occupo di design e di marketing, ma la mia responsabilità principale è averne la visione d'insieme. Mi assicuro, giorno per giorno, che ogni decisione presa ci muova in direzione dell'obiettivo — e nel nostro caso, non è una cosa semplice. Italian Kingdom nasce con lo scopo di diventare un termine di paragone creativo, mediatico e imprenditoriale. Per noi è un modo di dare forma e voce alle centinaia di migliaia di Italiani che vivono a Londra, e nel farlo abbiamo la responsabilità di creare un prodotto che sia all'altezza di cio' che ha reso il marchio "Made in Italy" sinonimo di qualità assoluta. Hai nostalgia dell'Italia? L'Italia è a due ore d'aereo. Non ne ho nostalgia perché non l'ho lasciata con rancore, la mia vita ora è qui perché l'Italia non era in grado di darmi quello che volevo. Non è una riflessione a sfavore di ciò che offre come paese, ma di ciò che mi aspetto io dalla vita e dalle persone. Raccontaci cosa pensi di Londra, da quanto vivi qui e in che modo la tua vita è cambiata da quando sei arrivato. Londra non è cambiata molto da quando si chiamava Londinium: anche allora era un porto, con più gente di passaggio che residenti. Nel 2013 ha ospitato 16.8 milioni di turisti, contro una popolazione di 9 milioni di persone. Questo flusso di persone genera enormi quantità di denaro, posti di lavoro ed opportunità. È un vero e proprio vortice, da cui molti si lasciano trascinare involontariamente; è fin troppo facile passare anni interi a Londra, per poi ritrovarsi senza un soldo da parte e una mezza idea di avere imparato l'inglese. Farsi trascinare non è una cattiva idea all'inizio, del resto da qualche parte bisogna iniziare. Quando sono arrivato -nel 2009- avevo 18 anni, un diploma da 60/100 e sapevo usare Photoshop. Però a differenza di molti altri l'inglese lo conoscevo davvero, e mi offrirono un lavoro come insegnante in una catena di ostelli. Di lì a poco cominciai a tenere corsi professionali per ristoranti e studenti, e sono passato per diversi altri lavori fino a quando ho fondato Phocus Collective con Stefano Broli, pochi mesi fa. Non posso dire che Londra mi ha cambiato, perchè quando sono arrivato c'era ben poco da cambiare; piuttosto mi ha formato, dimostrandomi che niente accade se non per iniziativa personale. E ora non accetterei niente di diverso. Veniamo al progetto Italian Kingdom, cosa rappresenta per la community degli italiani a Londra? Uno specchio in cui guardarsi. Un momento di riflessione, una finestra su persone simili e diverse. Ci sono abbastanza Italiani a Londra, hanno fatto abbastanza strada da non dover più identificarsi in un titolo di giornale sui cervelli in fuga e la disoccupazione giovanile. Italian Kingdom vuole dare l'opportunità di identificarsi in qualcosa di più. Perché la fotografia? Ma soprattutto, in che modo pensi questo format possa essere vincente? Le fotografie sono facilmente condivisibili; i post con contenuti visivi su Facebook ricevono il 39% in più di interazione, per non parlare di Instagram. Per raccontare le storie di migliaia di persone bisogna scegliere un formato adatto. L'infrastruttura logistica nello scattare ritratti su base settimanale è già onerosa, basare tutto sui video sarebbe stato eccessivo. Abbiamo bisogno di un'unità visiva -il singolo ritratto- che sia in grado di raccontare una storia al suo interno e che possiamo ripetere fino a quando abbiamo raccontato tutte (o quasi) le storie che valeva la pena raccontare. Italian Kingdom è un progetto editoriale, il nostro standard è riflesso nella qualità giornaliera, verremo premiati per la perseveranza. Puoi anticiparci qualcosa dei prossimi passi? Le foto che abbiamo pubblicato nel corso degli ultimi giorni sono la punta dell'iceberg. Italian Kingdom è in preparazione da oltre tre mesi (anche se la quantità di lavoro fatto li fa sembrare tre anni), e in un certo senso lo stiamo preparando sin da quando siamo arrivati. Se l'idea del progetto è quella di fare un censimento visivo della community Italiana a Londra, sicuramente avremo bisogno di una mano: è prevista, nell'arco dei prossimi due mesi, un'iniziativa che coinvolga un maggior numero di fotografi italiani, dandogli l'opportunità di contribuire al progetto e ingrandendo quindi la nostra esposizione al pubblico in Italia; vi terremo aggiornati su questo e sui successivi sviluppi. Ciao e grazie!
Per i 30 anni di Ritorno al futuro un cine-concerto live al Royal Albert Hall

Per i 30 anni di Ritorno al futuro un cine-concerto live al Royal Albert Hall

“Se i miei calcoli sono esatti, quando questo aggeggio toccherà le 88 miglia orarie ne vedremo delle belle, Marty”... sì, è proprio Emmet Brown di “Ritorno al Futuro”! E voi siete pronti ad una full immersion nel mondo di Marty McFly e Doc alla Royal Albert Hall? L'appuntamento è per il giorno 4 luglio, con due performance in programma.
Record Store Day 2015. La grande festa dei (veri) negozi di musica

Record Store Day 2015. La grande festa dei (veri) negozi di musica

Sabato 18 aprile 2015 si celebra in tutto il mondo il Record Store Day, una giornata speciale per chi ama la musica, ma soprattutto per chi ancora la acquista su supporti fisici come il disco di vinile o il CD, preferendo i negozi indipendenti alle grandi catene commerciali o ipermercati. I Record Shop londinesi sono pronti ad accogliere le centinaia di visitatori con eventi e release speciali, volete sapere quali? (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L'obiettivo del Record Store Day, iniziativa nata in USA nel 2007, è sensibilizzare l'opinione pubblica sulla salvaguardia dei piccoli negozi indipendenti di dischi, che da un bel po' di anni devono fare i conti con la concorrenza spietata da parte dei megastore della musica e con la diffusione dei supporti digitali. photo via gillespetersonworldwide.com Il Record Store Day passa anche per le numerose iniziative che i negozi organizzano insieme alle etichette discografiche: ogni anno vengono infatti rilasciate album in edizione speciale e diverso materiale promozionale. Ovviamente anche gli artisti contribuiscono alla diffusione del Record Store Day, con concerti e performance all'interno dei negozi stessi o unendosi allo staff servendo i clienti! Special Releases esclusive per il Record Store Day 2015 Ecco la lista dei dischi in edizione speciale che sarà possibile acquistare esclusivamente il 18 aprile. Se sei interessato a qualcuna di queste release, dovrai necessariamente contattare il negozio e chiedere se sarà in stock. Gli shop, inoltre, NON accettano prenotazioni; bisogna andare di persona e mettersi in fila! Gli eventi Record Store Day a Londra L'elenco degli store del Regno Unito che partecipano al Record Store Day è disponibile all'indirizzo recordstoreday.co.uk/participating-stores/. Per ogni negozio è inoltre possibile consultare eventi speciali in programma. foto di copertina Aurelien Guichard via flickr
Be:Fit, torna il festival del fitness dal 1 al 3 maggio

Be:Fit, torna il festival del fitness dal 1 al 3 maggio

Dal 1 al 3 Maggio il Business Design Centre di Islington ospiterà Be:Fit, un evento dedicato al fitness e al benessere a 360 gradi. Un’esperienza da fare per chi segue uno stile di vita attivo e desidera migliorare il proprio benessere quotidiano. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Per i tre giorni di Be:Fit, il programma del Business Design Centre è ricco di eventi, tra cui lezioni con i migliori trainer inglesi; incontri con esperti di fitness e nutrizione; workshop con alcuni atleti olimpici e la possibilità di scoprire oltre 125 brand del settore fitness e wellness. Il programma completo è disponibile all’indirizzo befitlondon.com. È possibile inoltre rivolgersi ai nutrizionisti presenti per avere una consulenza nutrizionale gratuita. Nei tre giorni si terranno tantissime lezioni di diverse discipline. Il programma prevede numerose lezioni di yoga, boot camp, indoor cycling, insanity, workout ispirati alla danza classica e al funk e altro ancora. Per chi desidera rivedere la propria dieta, segnaliamo The Paleo Primer, un workshop dedicato alla paleo-dieta; se non sapete di cosa si tratta, ma desiderate provare, vi consigliamo di prenotare un tavolo al Pure Taste, il primo paleo ristorante di Londra. Il biglietto per una giornata costa £18, ma è possibile avere sconti e riduzioni in base all’età o se si è studenti. La partecipazione a workshop e lezioni costa solo £1 ed è necessaria per assicurarsi il posto. Si possono inoltre acquistare pacchetti che includono trattamenti speciali, come il massaggio sportivo. Be:Fit 2015 è in programma dal 1 al 3 maggio 2015 al Business Design Centre di Islington. Informazioni e biglietti: befitlondon.com (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});
Secret Cinema annuncia l’evento

Secret Cinema annuncia l’evento "Star Wars: L'impero colpisce ancora"

Secret Cinema ha annunciato il suo prossimo progetto che farà contenti tutti gli appassionati di cinema e di fantascienza: “Star Wars: The Empire Strikes Back” tornerà sugli schermi del cinema più coinvolgente di Londra e i biglietti stanno già andando a ruba. Star Wars: The Empire Strikes Back La proiezione di “Star Wars The Empire Strikes Back” non sarà una semplice proiezione, ma un vero e proprio spettacolo. Secret Cinema - conosciuto per organizzare eventi a location segreta e per il mix di cinema, teatro e musica - è pronto a regalare agli spettatori un’esperienza straordinaria e coinvolgente, che li trasporterà in una galassia virtuale, facendoli sentire parte dell’azione. La visione di Star Wars sarà una delle esperienze più ricche e memorabili proposte da Secret Cinema, secondo gli organizzatori. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); “Start Wars The Empire Strikes Back” è un evento da non perdere per i fan del cinema di fantascienza che potranno rivivere le avventure di Star Wars attraverso un’esperienza unica e memorabile: come al solito, la location non è ancora nota e sarà rivelata solo all’ultimo momento. Gli organizzatori di Secret Cinema invitano tutti gli spettatori a vestirsi con i costumi di Star Wars. Non sapete dove trovare il perfetto costume Jedi? Vi consigliamo di fare un salto al Jedi Robe - The Star Wars Shop, ovviamente a Londra! Informazioni utili L’evento Secret Cinema - “Star Wars: The Empire Strikes Back” è in programma dal 4 giugno al 2 agosto 2015, e i biglietti sono in vendita su secretcinema.org:£75 per gli adulti e £50 per i bambini. Attenzione: sono già molte le date SOLD OUT. La visione è consigliata ai maggiori di 12 anni, i minorenni devono essere accompagnati da un adulto.
Cat Yoga, la nuova tendenza di Shoreditch per chi ama lo yoga...e i gatti

Cat Yoga, la nuova tendenza di Shoreditch per chi ama lo yoga...e i gatti

Cat Yoga è la nuova attività in voga a Shoreditch, per chi desidera unire una sana attività fisica all'amore per i gatti. Al Lady Dinah's Cat Emporium, il primo Cat Café di Londra, potete partecipare ogni settimana a questa originale lezione di yoga. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le classi di Cat Yoga sono tenute da un istruttore esperto (umano, meglio specificare) e durano circa un'ora. Dopo la lezione c'è la possibilità di rilassarsi gustando the e biscotti (inclusi nel prezzo) e godere ancora un po' della compagnia dei felini del Dinah's Cat Emporium. L'appuntamento è ogni settimana, alle 18:45 e alle 20.00. Le lezioni possono ospitare massimo 15 persone ed è possibile prenotare il proprio posto on-line. Si consiglia di arrivare con circa 15 minuti d'anticipo: non c'è bisogno di portare il proprio tappetino, ma è consigliato munirsi di un asciugamano. Se accidentalmente doveste dimenticare qualche accessorio, potrete comprare calzini, borsa ed altri gadget, naturalmente a tema felino, nel negozio del café. Volete conoscere in anticipo i vostri "pelosi" compagni di corso? I 12 gatti che animano il Dinah's Cat Emporium hanno un profilo personale sul sito ufficiale. In questo Cat Café troverete un ambiente originale, confortevole e rilassato dove godere della compagnia dei 12 gatti, giocando con loro, accarezzandoli, con un'ampia selezione di the e snack a disposizione.
Harry Potter, il treno Hogwarts Express arriva al Warner Bros. Studio di Londra

Harry Potter, il treno Hogwarts Express arriva al Warner Bros. Studio di Londra

Non è passato molto tempo da quando la stazione di Kings Cross era invasa dai fan di Harry Potter alla ricerca del famoso binario 9 e ¾. Ora, gli appassionati della famosa saga di J. K. Rowling avranno una nuova sorpresa: a marzo, presso il Warner Bros. Studio si potrà visitare Hogwarts Express, il treno protagonista delle scene più memorabili. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); L' allestimento permanente dell'ormai celebre attrazione "The Making of Harry Potter", includerà Hogwarts Express,il vecchio treno a vapore delle ferrovie britanniche, il n. 5972 'Olton Hall', e la ricostruzione del binario 9 e ¾. L'area, di oltre 1,800 metri quadri, è stata interamente realizzata dai designer, decoratori ed esperti di effetti speciali vincitori del Premio Oscar: Paul Hayes, Stuart Craig, designer di tutti gli otto film di Harry Potter, e Rosie Goodwin sono riusciti a riprodurre un' atmosfera estremamente realistica per far vivere ai fan di Harry Potter un'esperienza straordinaria, proprio come se fossero nel film. Vuoi visitare The Making of Harry Potter? Prenota online il Tour di Harry Potter; il viaggio dal centro di Londra è incluso nel prezzo! Ecco cosa aspetta ai visitatori del binario 9 e ¾ presso il Warner Bros. Studios Tour: Una passeggiata lungo i binari dove sosta l'Hogwart Express con la possibilità di salire a bordo nella carrozza e scoprire il making of di alcuni momenti del film, come la fuga di Harry dalle Cioccorane o l'attacco di Dementor. Posare per una foto con la famosa valigia che scomparirà nel il muro giallo di mattoncini della stazione. Giocare con games interattivi ed i personaggi del film. Visitare l'esclusivo Souvenir Shop ed acquistare uno dei gadget originali della saga. Sarah Roots, vice-presidente del Warner Bros. Studio Tour London, è entusiasta di inaugurare quest'area proprio in occasione del terzo anniversario degli Studios ed è felice di esaudire le numerose richieste dei fan che desideravano salire a bordo del Hogwarts Express, il vecchio treno a vapore che, infatti, gioca un ruolo chiave nel film. L'area dedicata al binario 9 e ¾ aprirà il 19 Marzo e sarà inclusa nel biglietto d'ingresso del Warner Bros. Studio Tour. ATTENZIONE: i biglietti per Warner Bros Studios sono acquistabili esclusivamente online. Su VIVILONDRA.it Shop è possibile prenotare i ticket di ingresso comprensivi di trasporto in bus privato dal centro di Londra.
Bike Sharing, Santander è il nuovo sponsor...e le bici diventano rosse

Bike Sharing, Santander è il nuovo sponsor...e le bici diventano rosse

Se per anni avete riconosciuto le Boris Bike per il loro inconfondibile colore azzurro...è ora di cambiare! Per i prossimi 7 anni, infatti, abituatevi a vedere le biciclette di colore rosso: il servizio di Bike Sharing di Londra, infatti, si tinge con i colori di Santander, il nuovo sponsor di Transport for London (TFL). (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Transport for London ha siglato il contratto di sponsorship con Santander per i prossimi sette anni dopo che Barclays aveva già annunciato nel Dicembre 2013 di non voler rinnovare il contratto. Con il nuovo contratto, del valore di £43.75M, le bici e le docking station saranno di colore rosso e prenderanno il nome di Santander Bikes. Il colore rosso, che già caratterizza i double decker bus e le cabine telefoniche, famosi simboli della capitale inglese, diventerà così il colore simbolo di Londra. Un'operazione di marketing quasi involontaria che, secondo il Sindaco Boris Johnson, si affiancherà all'expertise del gruppo Santander per rilanciare e migliorare il servizio di bike sharing. Non tutti però sembrano contenti di questo cambio di sponsorship: a muovere le critiche verso Santander c'è Greenpeace che si è vista annullare la richiesta di prestito inoltrata alla banca ad aprile dopo aver accusato l'istituto bancario di aver causato danni alle foreste pluviali in Indonesia. Anche Darren Johnson, membro del Green Party, sembra essere preoccupato per l'accordo con Santander, in particolar modo per la sostenibilità dell'accordo di sponsorship e per le attività internazionali del gruppo bancario. I punti da migliorare, inoltre, sarebbero relativi alla copertura del servizio di bike sharing nelle aree più periferiche, alle tariffe ed ai metodi di pagamento. L'accordo di sponsorship con Santander, che supera di circa £2m il precedente contratto con Barclays, segna un nuovo inizio per il servizio di Bike Sharing: entro il 2016 si prevede il raggiungimento di circa 1000 postazioni delle Santander Bikes, nuove bici e la nuova app per dispositivi mobili.
Le mostre fotografiche da non perdere nel 2015 a Londra

Le mostre fotografiche da non perdere nel 2015 a Londra

Quest'anno gli amanti della fotografia non resteranno delusi, infatti Londra accoglie il 2015 presentando una serie di nuove esposizioni fotografiche imperdibili. Le mostre in programma spaziano dalla fotografia contemporanea a quella storica passando attraverso la fotografia documentaristica e scentifica. Ce n'è per tutti i gusti! (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Nick Waplington/Alexander McQueen: Working Process Tate Britain In coincidenza con la mostra che il V&A ha dedicato ad Alexander McQueen, la Tate Britain regala una incredibile mostra fotografica dedicata al processo di lavorazione del genio della moda. Dal lavoro in studio fino alle passerelle di Parigi, il fotografo Nick Waplington ha documentato la squadra di McQueen per più di sei mesi. Un centinaio di stampe di grandi dimensioni rappresentano una selezione di fotografie racchiuse in un libro, intitolato “Work in progress”, che ne spiega più ampiamente il progetto, completato da Waplington e McQueen tre mesi prima del suicidio dello stilista nel 2009. Indirizzo: Millbank, London, SW1P 4RG Tube: Pimlico/Vauxhall Orari di apertura: ogni giorno 10-18 Prezzo: 16,00£, 14,00£ ridotto, gratis sotto i 12 anni Deutsche Börse Photography Prize 2015 The Photographers' Gallery Il 28 maggio sarà annunciato il vincitore del premio fotografico più grande d'Europa, Deutsche Börse Photography Prize 2015, a cui spetterà il prestigioso premio di £ 30.000. Nell’attesa di conoscere il verdetto finale, sarà possibile visitare la mostra organizzata per dare spazio alle opere dei cinque finalisti: Nikolai Bakharev , Zanele Muholi , Viviane Sassen , Mikhael Subotzky e Patrick Waterhouse , presente alla Photographers' Gallery, sede di moltissime celebri esposizioni fotografiche nel brulicante quartiere di Soho. L’esposizione è disponibile fino al 6 giugno 2015. Indirizzo: 16-18 Ramillies St, London, W1F 7LW Tube: Oxford Circus Orari di apertura: Lun-Sab 10-18; Giov 10-20; Dom 11.30-18 Ingresso: Libero Magic Mirror: Exhibition of works by Claude Cahun and Sarah Pucill Nunnery Gallery Fino al 14 giugno 2015 la Nunnery Gallery ospiterà la mostra dedicata ad una delle più controverse fotografe, artiste surrealiste francese, dei primi anni del 900’, Claude Cahun e a Sarah Pucill, artista e filmmaker britannica. La mostra si intitola Magic Mirror: Exhibition of works by Claude Cahun and Sarah Pucill. La particolarità di questa mostra, inclusa in una serie di appuntamenti dedicati alla fotografia, riguarda la presenza delle opere di entrambe le artiste che sono esposte a Londra, per la prima volta. Il filo conduttore dell’esposizione riguarda il loro impegno, condiviso, con il Surrealismo. Il loro lavoro esplora l'idea di un essere multi sfaccettato, regalando, così, un singolare uso del mezzo fotografico, attraversando due secoli. Date: 17.04.2015 al 14.06.2015 Orari di apertura: Martedì - Domenica 10am-5pm Indirizzo: Nunnery Gallery, 181 Bow Road, London E3 2SJ Ingresso: Libero Revelations: Experiments in Photography Science Museum Scoprite l'influenza della fotografia scientifica sull'arte moderna e contemporanea, in questa nuova grande mostra organizzata dal Science Museum, che raccoglie alcune delle immagini più rare dei pionieri della fotografia. Il percorso di Revelations: Experiments in Photography, disponibile fino al 13 settembre 2015, parte dal 1840, quando gli scienziati, iniziarono a sfruttare il mezzo fotografico come sistema per registrare e misurare i fenomeni che andavano al di là della visione umana. La bellezza estetica di questo processo così precoce nella fotografia e le tecniche rivoluzionarie sviluppate per aiutare lo studio scientifico, hanno contribuito alla storia della fotografia e influenzato fortemente la produzione moderna e contemporanea a livello artistico. Indirizzo: Exhibition Rd, London, SW7 2DD Tube: South Kensington Orari di apertura: ogni giorno 10-18 Prezzo: 8,00£, 6,00£ ridotto Gli amanti dei fondali marini e della fotografia documentaristica protranno invece deliziarsi al Natural History Museum con la mostra Wildlife Photographer of the Year. La rinomata esposizione festeggia il suo cinquantesimo anno con le immagini delle specie più straordinarie del pianeta catturare da fotografi professionisti e dilettanti. La mostra sarà disponibile fino al 30 agosto 2015. Vuoi segnalarci altre mostre fotografiche da non perdere? Lascia un commento a quest'articolo.
Golosi di cereali? A Brick Lane ha appena aperto il Cereal Killer Cafe

Golosi di cereali? A Brick Lane ha appena aperto il Cereal Killer Cafe

La colazione è il pasto più importante della giornata ed ognuno ha le sue abitudini. C'è chi preferisce la Full English Breakfast, ma anche chi non può rinunciare ad una tazza di latte e cereali. Se siete tra quest'ultimi, sarete sicuramente contenti di sapere che a Londra ha appena aperto il Cereal Killer Cafe dove poter scegliere tra più di 100 varietà di cereali. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Cereal Killer Cafè è nato dall'idea dei fratelli gemelli - e amanti dei cereali - Alane e Gary Keery. Nonostante il fallimento della campagna di crowdfunding su Kickstarter (da maggio a luglio sono stati raccolti solo £250) i due fratelli hanno deciso comunque di aprire a Brick Lane il primo bar specializzato in cereali. Se non vedete l'ora di provare oltre 120 varietà di cereali provenienti da tutto il mondo e di creare la tazza di cereali perfetta scegliendo tra 12 tipi diversi di latte e oltre 20 toppings, non vi resta che fare un salto al numero 139 di Brick Lane, nel cuore hipster di East London. E se ne avete abbastanza di latte e cereali, potete sempre ordinare toast, pop tarts e sandwich da accompagnare a tè o caffè. Nell'atmosfera un po' nostalgica anni '90 di Cereal Killer Cafè, potete gustare tutto il giorno la vostra combinazione preferita di latte e cereali, small, medium e large, con prezzi che variano dai £2.50 ai £3.50, speciali combo menu a £5 o gustare i cereal cocktails, speciali mix di latte, cereali e topping proposti dallo staff. L'idea vi piace così tanto che ci lavorereste? Provate a inviare il vostro CV al Cereal Killer Cafè. Il sito ufficiale del Cereal Kille Cafe è cerealkillercafe.co.uk.
Draughts, apre a Londra il primo board game café

Draughts, apre a Londra il primo board game café

Gli appassionati dei giochi da tavola, ovvero coloro che passerebbero ore intere a giocare, sono molto più di quelli che si possa immaginare. Draughts è il primo Board Game Café di Londra, un locale totalmente dedicato ai giochi da tavolo, pensato per chi ama immergersi in avvincenti partite di Scrabbles o sfidare perfetti sconosciuti a qualche gioco di ruolo. Se anche voi siete degli appassionati del genere, vi consigliamo di fare un salto a Haggerston, East London. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Draughts è stato aperto anche grazie alla campagna di fundraising lanciata su Kickstarter il 1 agosto scorso: più di 500 appassionati di board games hanno dato il loro supporto per avere a Londra il primo café dedicato ai giochi da tavola. Il 15 novembre 2014 è quindi nato Draughts, un ambiente originale e familiare, dove rilassarsi con gli amici mentre si gioca, ma anche un punto di incontro per gli esperti del settore e coloro che si dedicano al design e alla realizzazione dei giochi. Entrando si ha l'impressione di essere in un vecchio pub di Hackney, ma basta poco per capire lo spirito della venue, perfetta per godersi qualche ora di relax all'insegna di dadi, pedine e labirinti. Ad accoglierci, all'ingresso c'è un membro dello staff pronto ad elencare e spiegare i vari giochi presenti ed aiutarci nella scelta degli oltre 500 titoli disponibiliper giocarci subito o acquistarli. L'ingresso costa £5 a persona, ma si può restare al Draughts quanto tempo si desidera; al bar è possibile ordinare un drink o un sandwich da consumare mentre si gioca: le lunghe sessioni di gioco richiedono energia! La sera è il posto giusto anche per chi vuole sorseggiare una pinta di birra, di sidro o un calice di vino. Draughts è perfetto per gli esperti e i veri appassionati dei giochi di ruolo: non mancano tornei, eventi a tema e workshop dedicati ad approfondire i vari aspetti dei giochi. Anche se si desidera sfidare gli amici o i familiari nei giochi più classici, come lo Scarabeo ed il Trivial Pursuit, il Draughts è il posto giusto! Inoltre, è ammesso portare i propri giochi da casa e i bambini pagano un ingresso ridotto, £3.50 fino alle 18:00. Per prenotare online il link è draughtslondon.com/reservations
Crowdfunding ed emigrazione italiana. Ecco come nasce INFLUX

Crowdfunding ed emigrazione italiana. Ecco come nasce INFLUX

Mai sentito parlare di crowdfunding? L'investimento collettivo è la nuova frontiera di finanziamento che aiuta start-up e iniziative culturali a raccogliere i soldi necessari per realizzare un progetto, un business, a volte un sogno di cui poi spesso a beneficiarne è la società intera. Oggi parliamo di INFLUX, una campagna di crowdfunding che interessa un po' tutti gli italiani nel mondo. Ore di trasmissioni, litri di inchiostro e centinaia di pagine di giornali si occupano, ormai da mesi, della "nuova emigrazione italiana", quest'emorragia che vede ogni mese circa 2000 italiani prenotare un biglietto solo andata, destinazione Londra. Ma che succede una volta arrivati? {youtube}S5fbA9wXTxk{/youtube} L'Italia si sa, è un Paese che si fonda su logiche campanilistiche che spesso ci vedono protagonisti di un atteggiamento ostile verso i nostri stessi connazionali, una sterile presa di posizione che come risultato ha spesso solo il perdere l'occasione di costruire qualcosa di buono. Paradossalmente, una volta all'estero e dopo un po' di tempo, ci si ritrova invece spinti da una sorta di forza invisibile a ricercarci tra di noi, fare comunità e allora a volte l'unione diventa magia. INFLUX è un documentario nato da questa magia, l'unione di tanti talenti e tutti italiani, che Londra la vivono, la amano e la conoscono bene. INFLUX è il primo documentario che racconta di successi ed insuccessi, paure ed aspettative, e poi ancora racconta della vecchia e della nuova generazione di italiani residenti nella capitale inglese, un documentario che taglia trasversalmente la società italiana di Londra, mettendola sotto ad una lente di ingrandimento e scoprendo così, qual è la quotidianità di chi vive oltremanica. Autore dell'incantesimo è Luca Vullo, giovane regista siciliano emigrato qui nel 2012 che, bacchetta magica alla mano, ha messo insieme un team di talentuosi, che unendo le proprie competenze e con un budget bassissimo ha girato per quattro settimane la città riprendendo vari italiani di Londra e raccogliendo le loro testimonianze. Un documentario indipendente che ora è nella fase di produzione ma che a questo punto richiede uno sforzo in più. L'unione fa la forza, si sa, e lo spirito magico di INFLUX allora si affida a Indiegogo, piattaforma di crowdfunding dove tutti, ma proprio tutti, possono dare il contribuito per rendere un progetto tanto valido, quanto importante, realtà. L'importanza della partecipazione collettiva, passatemi il termine, democratica, ad un progetto che mira a informare, descrivere la nostra realtà "vera" è un bisogno civile, quello di dimostrare che noi italiani siamo un popolo che sa essere unito e insieme può rendere reale un progetto che è di tutti, perché si, noi tutti siamo INFLUX. Per contribuire alla produzione di INFLUX, visita il sito indiegogo.com/projects/influx
Trasporti, ecco le nuove tariffe TFL a partire dal 2015

Trasporti, ecco le nuove tariffe TFL a partire dal 2015

Dopo l'estensione del pagamento tramite modalità Contactless dello scorso settembre, Transport for London ha annunciato alucne novità per il 2015, soprattutto per ciò che riguarda le tariffe. A partire dal nuovo anno, infatti, alcune tariffe pay-as-you-go saranno ridotte, sarà inoltre eliminata la differenza tra la peak e off-peak ed istituita un'unica tariffazione basata sulle zone. Vediamo insieme i principali cambiamenti. (adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({}); Le nuove tariffe pay-as-you-go prevedono un'unica fascia di prezzo divisa per zona. Ad esempio, se si viaggia tra le zone 1-3 si arriverà a spendere una cifra massima di £7.50, rispetto invece ai £10.60 del 2014 per la tariffa peak cap. Se il viaggio include anche le zone 4-6, invece, le nuove tariffe sono ancora più basse se si considera la fascia peak, ma leggermente più care rispetto l'off-peak. Queste nuove tariffe sarebbero state richieste da Boris Johnson per venire incontro a tutti i lavoratori part-time che utilizzano i trasporti pubblici, ma non viaggiano 5 giorni alla settimana. Trasport for London ha deciso di accogliere questa proposta introducendo una tariffa unica che non tiene conto di peak e off-peak, ma solo delle zone. In questo modo, chi viaggia nell'orario di punta può contare su tariffe più basse rispetto al 2014 con un ampio margine di risparmio del 20% circa. Tuttavia, mentre vi è stata una riduzione del daily peak cap, i biglietti per la singola corsa hanno subito un aumento di 10 pence per la metropolitana, i biglietti settimanali hanno avuto un incremento di circa il 2,2-2.5%. Verrà inoltre reintrodotto il biglietto da £5 valido un giorno per viaggiare su bus e tram: una soluzione ideale sopratutto per i turisti che vogliono evitare la metropolitana. Il nuovo sistema tariffario andrà in vigore a partire dal 2 gennaio 2015. Ulteriori informazioni sulle nuove tariffe possono essere consultate sul sito https://www.tfl.gov.uk/campaign/new-fares-for-2015
Francesco de Gregori: Viva l'Italia

Francesco de Gregori: Viva l'Italia

Francesco De Gregori, il “principe degli autori” e uno dei più raffinati poeti musicali italiani, da alcuni giorni è partito con i suoi musicisti per l’European Tour 2014 che, partendo dalla Svizzera, la Germania e il Lussemburgo approderà nella città albionica domenica 16 novembre all’ O2 Shepherds Empire, una delle più prestigiose location musicali al mondo. Lo abbiamo raggiunto telefonicamente per fargli qualche domanda in attesa del suo concerto. GD: Il brano VIVA L’ITALIA, dal 1979 “resiste” fino ad oggi… F. DG: Viva l’Italia è una canzone d’amore per questo paese dove io sono nato, è un luogo che mi appartiene, è un luogo dove sono nati i miei genitori. E’ un atto d’amore, una dichiarazione d’amore per l’Italia che ho scritto nel 1979, quindi ormai parecchi, parecchi decenni fa… (una canzone) che continua nella mia testa e nel mio cuore a rimanere sempre viva e sempre valida perché questo amore per il mio Paese continuo a sentirlo. Anche se è un paese sicuramente non semplice, non risolto, un paese sicuramente con molti problemi, come del resto anche molti altri paesi in Europa. Come anche quello dove sta lei, però… (la Gran Bretagna, ndr) GD: Oggi sono molti gli italiani che emigrano oltreconfine, spesso ricreando in città come Londra o New York (per citarne solo un paio) delle COMUNITA’ che hanno forti radici connesse alla nostra provenienza e la volontà di esportare la propria italianità nel mondo nei vari settori (dal cibo, all’arte, ecc) Secondo lei, in un contesto così cosmopolita, è “Italia” anche l’Italia che valica i confini dello stivale? F. DG: Certamente sì, c’è un marchio “Italia”, c’è un senso di italianità di cultura italiana fortemente condivisa, che non si disperde. Come l’abbiamo visto anche nei decenni passati, con l’emigrazione in Europa, o negli Stati Uniti, o in America Latina, … lì le comunità italiane si sono fatte valere, si sono fatte apprezzare e questo è un dato del nostro talento di italiani… e questo rimane. Vorrei aggiungere anche che il mondo oggi si è molto aperto, le frontiere si sono abbassate, le culture si sono molto confuse. E questo è sicuramente un bene. Quello che io mi augurerei è che non rimanesse chiusa in sé stessa la cultura italiana, ma si fondesse e si aprisse a tutte le altre culture che va ad incontrare, per cui se gli italiani vanno a Londra e cercano un’attività, un lavoro, uno sbocco, un’avventura, che quest’avventura e questo sbocco si mischino con quelle che sono le altre culture presenti nel paese dove lei sta adesso ... Dove sicuramente lei non troverà soltanto la cultura inglese e anglofona, ma culture di tutto il mondo, lei lo sa no?… e quella italiana si mischierà a tutte queste altre culture. Questo è il progetto migliore che si può fare. GD: Cosa ne pensa della MUSICA ITALIANA di oggi? F. DG: Guardi, io penso ci sia molta buona musica in giro, anche di persone molto giovani, soprattutto sul mondo del Rap. In Italia ci sono molti rappers bravi, carini, motivati, che scrivono anche testi non banali, che hanno un buon senso ritmico, soprattutto nel canto. Poi ogni tanto –non spesso- vedo XFactor e sono stupito da come cantano bene questi giovani… e penso che se loro cantassero come me non avrebbero mai successo… GD: In che senso? F. DG: Nel senso che io canto in un altro modo, se cantassero come me li caccerebbero via. Però neanch’io avrei nessun successo se cantassi come loro… quindi… la musica è strana. GD: L’ultima domanda: c’è UN PEZZO che la emoziona sempre eseguire, anche se magari l’ha già suonato parecchie volte? F. DG: Ma, guardi, forse qui, in questo tour all’estero (tra Zurich, Stuttgart, Luxembourg, Amsterdam, Londra e Brussel, ndr) direi (il brano) “Viva l’Italia”, proprio perché forse c’è questa cosa che ha detto giustamente lei all’inizio, che il pubblico sarà in buona parte costituito da giovani italiani che cercano una strada all’estero, e quindi forse sentirsi ricordare questa parola “Italia” da un signore che è così più grande di loro può essere significativo… Non voglio dire emozionante o commovente, ma significativo… Vuol dire: “ragazzi sì, andate pure dove vi pare, ma ricordatevi che c’è un‘Italia e che voi alla fine.. italiani siete. GD: In chiusura, come saluta i suoi fan che sono già in fermento in attesa del concerto di domenica prossima? F. DG: (ride, ndr) Li ringrazio tutti per essere in fermento e spero di essere all’altezza delle loro aspettative, ecco. Il Francesco De Gregori European Tour farà tappa a Londra il 16 novembre all’ O2 Shepherds Bush Empire. L’evento è organizzato da Music Experience e FeP (Friends e Partners) Doors 7.30 pm Show 8.30 pm Biglietti disponibili su TicketWeb e Viagogo.
Intervista a Peppe Voltarelli, il Bluesman della Sibaritide

Intervista a Peppe Voltarelli, il Bluesman della Sibaritide

Interprete, musicista, autore di cinema e di teatro, attore. E di recente anche scrittore. Non è un caso che Ornella Tarantola, la libraia italiana più famosa di Londra, durante la serata di presentazione de "Il caciocavallo di bronzo" all'Italian Bookshop, introduca Peppe Voltarelli paragonandolo a un artista del Rinascimento. Inarrestabile, poliedrico, sempre in viaggio. Intervista di Gloria Danili. Al termine della serata-dialogo con Sarah Pennacchi, Lorena di TIJ Events (agenzia che ha organizzato il concerto del bluesman calabrese il 29 ottobre al The Monarch, ndr), mi presenta a Peppe e così ci diamo appuntamento per due chiacchiere-intervista all'ora di pranzo del giorno successivo. Arrivo verso le 12.30pm al Moreish Cafè Deli vicino ai Cartwright Gardens di King's Cross, e trovo Peppe seduto su un tavolino al sole con un cappotto arancione bordato di pelliccia color caffè, dal sapore seventies e l'aria decisamente rock. Ordiniamo una frittata e uno speciale panino "spanish deli", e tra un boccone e l'altro, comincio a fargli qualche domanda. GD: Un tema molto caro agli italiani che vivono all'estero è quello dell'emigrazione. Quella di oggi è sicuramente un'emigrazione diversa rispetto a quella dei nostri nonni... Dalla valigia di cartone al trolley, dalle lunghe traversate ai voli low cost... Com'è cambiata l'emigrazione di oggi rispetto a quella dei nostri nonni, e cosa invece ci accomuna a loro? PV: Bhè, ovviamente sono cambiate alcune condizioni fisiche legate all'emigrazione. I mezzi di comunicazione e quelli di trasporto sono sicuramente più attuali e veloci... ma nonostante questo, una cosa è rimasta inalterata: il concetto di spostamento, la voglia di vedere oltre, l'idea di confrontarsi-scontrarsi con le altre culture... l'aprirsi al mondo senza perdere la nostra identità, ma, al contrario, trovando la nostra identità di "italiani" proprio quando si è lontani da casa. Il meccanismo del migrante è il meccanismo delle piccole grandi nostalgie di casa. È quella sensazione di un "dig", un grande scavo interiore, un fosso che crei tra te e quello che hai lasciato dietro. Certo, c'è da dire che i nostri nonni 50 anni fa spesso migravano perché costretti, oggi, spesso, si va via per scelta. Ma, per quanto ci allontaniamo, la nostra italianità ci sarà sempre. Com'era per loro. A livello concettuale-filosofico, la dinamica del viaggio è la dinamica del togliere e del riempire. Del cercare e ritrovare. E non esiste un viaggio senza un ritorno... GD: Il tuo è stato sicuramente un percorso personale e professionale "unconventional" nel campo della musica. Hai preferito seguire il tuo sogno in modo autonomo, attraverso etichette indipendenti... PV: Io ho sempre creduto nella creazione originale, che in questo momento è quello che mi sta dando più soddisfazione... come il riuscire a crearmi uno stile mio, unico, e per questo autentico. Poter fare quello che davvero vuoi, poter scrivere la musica che senti, senza dover seguire le mode, ti fa sentire libero... anzi, poi succede spesso che siano le "mode" a seguire te... L'idea stessa della "cover", dell'emulazione, del remake è per me invece un limite alla creatività... in Italia invece, a partire dai talent, è tutta una cover. E abbiamo anche l'aggravante che da noi c'è poco pluralismo, e che il circuito di locali ed etichette indipendenti andrebbe sostenuto. Da noi non ci sono le leggi -come quelle di Germania e Francia- che sgravano fiscalmente chi fa questo lavoro, né c'è l'incentivazione alla promozione della cultura italiana nel mondo... insomma, come portiamo all'estero la marmellata, perché non siamo riconosciuti (e sostenuti) come esportatori di musica italiana nel mondo? Io, metaforicamente, sono un esportatore di musica di frontiera calabrese con fisarmonica. GD: Ti senti un pioniere di questa esportazione nostrana? PV: Sono più di 15 anni che lavoro all'estero, da un film del 2005 che portammo in Germania... di questa esportazione "recente" posso dire che mi sento un apripista, anche se storicamente negli anni '60 ci fu un grande flusso di cantanti italiani che portavano la loro musica fuori dai confini nazionali... come Dalla, Modugno, Nicola di Bari... poi però c'è stata una grande involuzione culturale, di educazione e di metodo. A livello educativo, infatti, c'è un problema di formazione, e a livello sociale, oggi manca la classe media... o nicchia o generalismo da salotto televisivo. E chi, come me, si ritrova a fare parte della "nicchia", fa in realtà un lavoro "spalmato" su diversi settori: dalla musica al cibo, dalla scrittura alla politica, al cinema... Spesso veniamo invitati in piccoli borghi che organizzano rassegne di colture non seriali, di vini eccellenti che rispettano l'ambiente. Agiamo così su un discorso educativo, ma abbiamo bisogno di un sostegno. Che oggi non c'è. GD: Parlavi poco fa del tuo sentirti libero rispetto alle scelte che hai compiuto nella tua evoluzione artistica. Cosa vuol dire per te sentirsi liberi? La libertà corrisponde al coraggio, all'essere controcorrente? PV: Io scelgo sempre dove andare a suonare. Scelgo con chi interfacciarmi. Sul palco posso dire quello che voglio. E questa è una grandissima libertà, la libertà di opinione. Io da molti anni sono impegnato sul fronte della lotta alla Mafia. Ma è ovvio che se la lotta antimafia rimane uno slogan, un clamore plateale, non serve a nulla. Io sono per l'antimafia che costruisce. Punto a costruire una rete di persone solidali che guardino in direzione dell'onestà e della condivisione. Ma questo puoi farlo solo se decidi tu con chi interfacciarti e con chi ti vuoi "mischiare". Essere libero è scegliere di tasca propria di andare nelle scuole a parlare coi ragazzi di lotta alla mafia, di musica, di radici culturali, di mondo. GD: Come rispondono i ragazzi? PV: I ragazzi sono interessati al cambiamento. Sono materia plasmabile, se ci lavori fin da piccoli puoi portarli all'amore per la cultura. I giovani sono avidi di storie vere, autentiche, storie di speranza per il futuro. Lato loro, mi danno un sacco di energia, di stimoli, contribuiscono con le loro vite a darmi spunti per la narrazione e per nuove storie. GD: Molti rivedono in te un erede di Domenico Modugno. Cosa rispondi loro? PV: Li ringrazio, anche se sarebbe molto impegnativa come eredità... Modugno è stato un artista immenso, nonché un grande innovatore che è riuscito a coniugare lo spirito popolare con una minuziosa ricerca di qualità, lingua, performatività, teatro e scrittura. Alcuni lo considerano il primo "punk" italiano: è stato il primo ad aver sovvertito le regole della canzone italiana, ed è stato anche il primo cantautore. La sua grandezza è stata l'essere capace di fondere lo spirito del Sud su una sola strada. È stato l'unico cantautore italiano ad aver portato il suo pezzo ("Volare", ndr) ad essere numero 1 in classifica in America... per 20 settimane! GD: Oltre a Modugno, quali sono stati gli altri tuoi ispiratori musicali? PV: Endrigo, Jannacci, Gaber, Claudio Lolli, Piero Ciampi, Guccini e Dalla. Artisti taglienti, pungenti ma anche malinconici. GD: Sogni/progetti per il futuro? PV: Ne ho un paio: fare una tournée nelle case di riposo per anziani, e fare costruire per davvero un caciocavallo di bronzo sul lungomare calabrese. GD: Come vorresti essere definito? PV: Un bluesman della Sibaritide. Peppe Voltarelli è in concerto il 29 ottobre 2014 al The Monarch - 40/42 Chalk Farm Rd - London {youtube}wM1OnKDdcQw{/youtube}

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